Oggi il Dott. Alfredo Saggioro, gastroenterologo ed epatologo veneziano, ha aperto un luogo virtuale di discussione sulle tematiche della "Medicina Funzionale".
Il gruppo aperto su Facebook lo trovi seguendo questo link.
Il Dott. Saggioro ha aperto la discussione con una sintetica ma precisa introduzione alla Medicina Funzionale che trascrivo..
MEDICINA FUNZIONALE
Il nostro organismo trae origine da un’unica cellula, che poi si differenzia nei vari organi, ma contiene, ed essi a loro volta contengono, tutte le informazioni per il proprio funzionamento. Questo è il motivo di una “medicina funzionale”, che non si occupa esclusivamente delle malattie, ma vuole considerare tutti gli aspetti fisiologici che intervengono nel funzionamento dell’organismo umano e ne determinano lo stato di salute.
Questo significa ridefinire il concetto di malattia, che non è più esclusivamente un danno anatomico, come ereditato dalla medicina medievale, ma un cattivo funzionamento, “un danno di funzione”, che costringe l’organismo verso processi metabolici alterati che si tradurranno nel tempo in un invecchiamento precoce delle cellule e dell’organismo e, progressivamente, in danni anatomici e quindi malattie.
La medicina funzionale cerca di approfondire questi aspetti biochimici, biotecnologici, metabolici, attraverso un approccio più generale all’individuo che tiene presente dell’ambiente in cui vive, delle situazioni di coinvolgimento emozionale, della storia famigliare e quindi della genetica, dei comportamenti, della postura, del grado di attività fisica e, elemento fondamentale, dell’interfaccia con il mondo esterno e, quindi, dell’alimentazione.
Va quindi considerata una medicina di equilibri, ricercati non attraverso sistemi empirici ma documentati, misurati e, quindi, scientificamente affrontati.
La medicina in questo campo ha fatto passi da gigante, la genetica ha fatto nascere la genomica, superata dall’epigenetica/epigenomica e ora dalla metabolomica, la chimica farmacologica dalla nutraceutica e, lo stesso concetto di ambiente in cui il corpo umano vive e socializza è oggi integrabile, con le conoscenze derivanti dalla tipizzazione del genoma di tutti i batteri che vivono con noi, sulla nostra pelle, mucose, albero bronchiale, vagina, ma, soprattutto apparato digerente, e degli enzimi e proteine prodotti, che ha portato alla conoscenza di come queste cellule siano numericamente 5-10 volte superiori a quelle del corpo umano in toto e i prodotti siano di gran lunga superiori a tutti i metaboliti che ilo nostro organismo riesce a produrre: siamo di fatto un corpo umano ospitato in una nuvola di batteri, dentro e fuori, e la nostra vita, il nostro benessere, dipende da loro e dall’equilibrio che con loro riusciamo a raggiungere.
Di fronte a certi paroloni si può rimanere sconvolti se non se ne conosce il significato, e pensare che nulla sia oggi ancora applicabile: noi siamo abituati a ragionare in termini di test diagnostici di malattia, di interventi terapeutici farmacologici o cruenti (chirurgici), siamo abituati a considerare la ineluttabilità delle malattie croniche e del loro esito fatale, dal cancro, all’arteriosclerosi, al diabete e alla sindrome metabolica: tutto quello che è cronico ci accorcerà la vita, non si potrà curare e solo, se ci andrà bene, tenere a bada con le terapie, per ritardare, almeno un po’ le complicanze e l’esito fatale.
Proviamo a immaginare invece uno scenario diverso, nel quale, prima di tutto ci si preoccupa di mantenere lo stato di salute, e, in second’ordine, anche nella malattia di recuperare gli equilibri perduti per consentire al nostro organismo di rimettersi in carreggiata, cioè tornare normale. Sia beninteso, normale non significa immortale, purtroppo l’usura cellulare esiste come esiste per le macchine, ma si può ritardare, allungando la vita attiva e priva di malattie, o restituendo a vita attiva e sana anche chi malattie ha già contratto (ovviamente con risultati inferiori).
Questa è la medicina funzionale, la medicina che io pratico quotidianamente con risultati talora stupefacenti e i mio è un invito a riconsiderare la vostra vita, guardando al vostro corpo in modo più responsabile e non superficiale e, tantomeno fatalista.
Dott. Alfredo Saggioro
Showing posts with label functional medicine. Show all posts
Showing posts with label functional medicine. Show all posts
June 27, 2013
October 26, 2008
Nelle terapie biologiche la soluzione per la Psoriasi?

la Psoriasi è una patologia cronica che colpisce migliaia di italiani (circa 2,7 adulti su 100) per cui non si conosce ancora l'esatta eziologia (causa) né una terapia efficace.
Il manuale Merck la definisce come "Malattia frequente, cronica e recidivante, caratterizzata da papule e placche di varia grandezza, ricoperte da squame argentee, ben delimitate e secche"
Il sito PsoCare è una fonte inestimabile di informazioni per chi soffre di questa patologia e affronta anche il delicato percorso dei "trattamenti biologici" e dei "farmaci in sviluppo".
Negli ultimi anni si è accertato che alcuni trattamenti con approccio "non tradizionale" (come i raggi UV) possono migliorare le condizioni di salute dei pazienti ma molto deve essere ancora fatto in termini di ricerca per comprendere a fondo le radici di questa patologia.
La luce ed in particolare i raggi ultravioletti esercitano un'azione positiva così come analoghi o derivati sintetici della vitamina D, alcuni dei quali sono in fase di studio.
Molte sostanze naturali sono state sperimentate e dalla natura verrà, a mio avviso, la soluzione definitiva al problema.
Molti dei farmaci in fase di studio sono modulatori di messaggeri intracellulari (come le Kinasi) che derivano dalla ricerca biomolecolare, ma in natura esistono sostanze altrettanto efficaci in attesa solo di essere messe alla prova in maniera "scientifica".
L'università della Pennsylvania, per esempio, ha svolto un interessante studio clinico (completato) su sostanze curcuminoidi ed estratti di Curcuma longa ma spesso per le sostanze naturali gli studi vengono condotti "in economia" con ridotto numero di pazienti e magari in aperto. I risultati sono molto incoraggianti.
Le aziende Biotech stanno puntando molto sugli inibitori del TNF alfa e tra queste troviamo Centocor (di cui ho scritto qui perché è stata una delle prime aziende farmaceutiche al mondo ad aprire un blog professionale), ma anche su sostanze di vario genere con azione anti-infiammatoria che sono in fase di sperimentazione.
In alcuni casi giudichiamo completamente errato l'approccio.
E' il caso della Bicillina, un antibiotico!
E' completamente folle utilizzare un antibiotico in un paziente psoriasico.
L'antibiotico può solo aggravare una eventuale disbiosi intestinale, aumentare la permeabilità della barriera intestinale nei confronti di frazioni lipoproteiche derivate dal cibo che andranno ad aggravare lo stato infiammatorio generale dell'organismo e ad esacerbare la risposta immunitaria!
La medicina funzionale invece propone una modifica dello stile di vita e la somministrazione di nutrienti e supplementi che aiutino l'organismo a potenziare le proprie difese e la salute gastro -intestinale.
Chissà se la soluzione finale verrà dalla biologia molecolare, dalla chimica farmacologica o dalla fitoterapia. In ogni caso la psoriasi andrebbe considerata tra le patologie cronico-degenerative ad eziologia multifattoriale che richiedono un approccio olistico e non specialistico tradizionale (solo dermatologico o solo reumatologico).
Subscribe to:
Posts (Atom)
