Sostituire nella dieta parte dei grassi saturi con polinsaturi può ridurre la patologia coronarica; questo il risultato di una meta-analisi di studi che hanno coinvolto più di 340,000 persone in due continenti.
I risultati derivano da 11 studi europei ed americani su adulti e verranno pubblicati sul numero di maggio di "The American Journal of Clinical Nutrition".
I ricercatori affermano che "Sostituire parte dei grassi saturi della nostra dieta con acidi grassi poliinsaturi (acidi grassi omega-3 e omega-6) fino ad avere almeno il 5% dell'apporto calorico esercita un'azione protettva sia nei confronti degli eventi coronarici (HR 0.87, 95% CI 0.77 to 0.97) che della morte per patologia coronarica (HR 0.74, 95% CI 0.61 to 0.89), anche dopo aver aggiustato i dati per fattori legati a differenti stili di vita".
La semplice riduzione dell'apporto in grassi con sostituzione delle calorie equivalenti in carboidrati ha invece aumentato il rischio.
Fonti:
American Journal of Clinical Nutrition:
Jakobsen MU, et al "Major types of dietary fat and risk of coronary heart disease: a pooled analysis of 11 cohort studies" Am J Clin Nutr 2009; 89: 1425-32.
American Journal of Clinical Nutrition:
Katan MB "Omega-6 polyunsaturated fatty acids and coronary heart disease" Am J Clin Nutr 2009; 89: 1283-84.
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April 18, 2009
October 30, 2008
Hdl Colesterolo migliore predittore di eventi cardio vascolari

Per la maggior parte di noi esiste solo "il colesterolo" per altri un colesterolo buono (HDL) ed uno cattivo (LDL). Ma si tratta di semplificazioni.... In realtà quello che viene misurato nel sangue quando facciamo le analisi non è il colesterolo ma le lipoproteine che lo trasportano in giro per il corpo. Queste lipoproteine, tra l'altro non fanno solo quello, ma sono implicate in tantissime funzioni fisiologiche tra cui la modulazione dei processi infiammatori e della coagulazione.


La novità è che esiste una correlazione molto stretta tra il valore di HDL nel sangue è rischio cardio vascolare. L'HDL-C si è dimostrato fattore predittivo indipendente da altri fattori come età sesso o fumo.
Per un incremento del 1% di HDL-C si è osservata una riduzione dell'incidenza di malattie cardiovascolari in entrambe i sessi, più rilevante nelle femmine (- 2%) rispetto ai maschi (- 1%).
Questo risultato emerge dalla carta del rischio sulla popolazione italiana redatta da:
Menotti A. et al An Italian Chart for Cardiovascular Risk Estimate Including High-Density Lipoprotein-Cholesterol Dis Manage Health Outcomes 2008;16:183-97
e rappresenta una novità assoluta.
Quello che ci appare importante sottolineare ancora una volta è che per ridurre gli eventi non è tanto importante abbassare il colesterolo quanto agire sui mediatori cellulari dei processi infiammatori.
Questo spiegherebbe perchè le statine riducono la mortalità (elevando le Hdl) ed un'azione aggressiva sulla produzione di colesterolo non porti ad una ulteriore diminuzione del rischio.
La ricerca attuale è sempre piu orientata a studiare i meccanismi di mediazione cellulare dei segnali infiammatori (Kinasi e alcune lipoproteine del colesterolo HDL) ed il loro ruolo in molte patologie cronico degenerative non solo cardiache.
Vi suggerisco la lettura di questo importante articolo su HDL e Sindrome dell'intestino Irritabile (Irritable Bowel Syndrome).
Nell'abstract si legge che: "la frazione HDL contiene diverse proteine inmplicate nella cascata del complemento, come anche una serie di inibitori delle proteasi, ciò supporta il concetto che le HDL giocano un ruolo importante nell'immunità innata e nella regolazione della cascata proteolitica del processo infiammatorio e della coagulazione. La produzione delle HDL appare alterata nei pazienti coronaropatici. La proteomica delle HDL è allo stadio infantile ma promette di svelare i rapporti tra HDL e aterosclerosi e le sue complicazioni"
Bibliografia "HDL proteomics: pot of gold or Pandora’s box?" Muredach P. Reilly1 and Alan R. Tall2 Journal of Clinical Investigations
Per un incremento del 1% di HDL-C si è osservata una riduzione dell'incidenza di malattie cardiovascolari in entrambe i sessi, più rilevante nelle femmine (- 2%) rispetto ai maschi (- 1%).
Questo risultato emerge dalla carta del rischio sulla popolazione italiana redatta da:
Menotti A. et al An Italian Chart for Cardiovascular Risk Estimate Including High-Density Lipoprotein-Cholesterol Dis Manage Health Outcomes 2008;16:183-97
e rappresenta una novità assoluta.
Quello che ci appare importante sottolineare ancora una volta è che per ridurre gli eventi non è tanto importante abbassare il colesterolo quanto agire sui mediatori cellulari dei processi infiammatori.
Questo spiegherebbe perchè le statine riducono la mortalità (elevando le Hdl) ed un'azione aggressiva sulla produzione di colesterolo non porti ad una ulteriore diminuzione del rischio.
La ricerca attuale è sempre piu orientata a studiare i meccanismi di mediazione cellulare dei segnali infiammatori (Kinasi e alcune lipoproteine del colesterolo HDL) ed il loro ruolo in molte patologie cronico degenerative non solo cardiache.
Vi suggerisco la lettura di questo importante articolo su HDL e Sindrome dell'intestino Irritabile (Irritable Bowel Syndrome).
Nell'abstract si legge che: "la frazione HDL contiene diverse proteine inmplicate nella cascata del complemento, come anche una serie di inibitori delle proteasi, ciò supporta il concetto che le HDL giocano un ruolo importante nell'immunità innata e nella regolazione della cascata proteolitica del processo infiammatorio e della coagulazione. La produzione delle HDL appare alterata nei pazienti coronaropatici. La proteomica delle HDL è allo stadio infantile ma promette di svelare i rapporti tra HDL e aterosclerosi e le sue complicazioni"
Bibliografia "HDL proteomics: pot of gold or Pandora’s box?" Muredach P. Reilly1 and Alan R. Tall2 Journal of Clinical Investigations
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