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December 08, 2013

Psoriasi Fattori Scatenanti: Prove in corso di MEDICINA PARTECIPATIVA

La Medicina cambia e si evolve così come ogni pratica umana. Si avvia velocemente verso 4 obiettivi fondamentali. La medicina del futuro sarà infatti: - PREVENTIVA
- PREDITTIVA
- PERSONALIZZATA
- PARTECIPATIVA

Ho parlato in altri post dei primi tre aspetti e voglio oggi condividere con voi una  ESPERIENZA REALE E VISSUTA di MEDICINA PARTECIPATIVA.
E’ l’esperienza di una community di pazienti nata su Facebook e che sta letteralmente scrivendo la storia della medicina moderna.
Il gruppo si chiama:
“Psoriasi Fattori Scatenanti: l’alternativa naturale”.

Prima di parlare dell’esperienza del gruppo vi presento la definizione di Medicina partecipativa così come la possiamo trovare nelle mission delle prime organizzazioni internazionali nate con questo scopo: http://participatorymedicine.org/

- Guidare i pazienti e gli operatori sanitari ad essere attivamente e personalmente impegnati nelle loro esperienze di salute e assistenza sanitaria;
- Guidare pratiche professionali sanitari in cui l'esperienza del paziente e il suo contributo è un obiettivo integrante di eccellenza;
- Incoraggiare la collaborazione reciproca tra i pazienti, gli operatori sanitari, operatori sanitari e gli altri permettendo loro di collaborare nella determinazione del protocollo di cura.

Qui è molto chiaro che si parla di responsabilità personale: - responsabilità personale del paziente che assume un ruolo principale del percorso terapeutico partecipando in ogni aspetto (ricerca, cambiamento dello stile di vita, mutuo aiuto etc) - responsabilità dei sanitari che devono collaborare ad ogni livello per fornire le informazioni ed opzioni terapeutiche più aggiornate e complete ai loro pazienti (andando oltre le linee guida tradizionali verso un approccio più completo che tenga conto anche di fattori psicologici, sociali, religiosi, stile di vita etc)
Perchè questo gruppo si differenzia da molti altri presenti in rete?
A mio avviso quello che fa la differenza è la motivazione. All’interno del gruppo la maggior parte dei partecipanti vuole veramente guarire ed è disposto a fare uno sforzo personale. Attività del gruppo “Psoriasi fattori scatenanti: l’alternativa naturale” Le attività del gruppo sono nate come condivisione di esperienze cliniche e trattamenti. La cosa che ha fatto la differenza in questo caso è stata la guida e la leadership dei fondatori Antolini, Rubini e Paolucci, i quali hanno cominciato a raccogliere dati, confrontarli e cercare attivamente all’esterno professionisti in grado di aiutare il gruppo nelle scelte di trattamento integrativo.
Il gruppo infatti comincia presto a insistere sui fattori chiave di un processo di guarigione:
  -REGIME DIETETICO
- INTEGRAZIONE CORRETTA
- COSMETICA E TRATTAMENTI TOPICI
- ASPETTI PSICOLOGICI E GESTIONE DELLO STRESS
- ASPETTI SOCIALI.
Viene presto voglia di incontrarSI di persona e finalmente arriva l’idea geniale: FORMULARE LE PROPRIE LINEE GUIDA E PRESENTARLE AL GRUPPO IN RIUNIONE PLENARIA. Questo è quasi un miracolo. Non mi risulta che in Italia alcun gruppo di pazienti abbia mai fatto un salto di qualità simile. Prendere in mano le redini!!!! Le linee guida sono messe poi a disposizione gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta. Il primo congresso autogestito e non sponsorizzato ha sede a Roma, il secondo pochi giorni fa ad Assago in provincia di Milano. Nel frattempo il gruppo si allarga arrivando alla notevole cifra di 2500 iscritti. Come spesso accade nel web non tutti sono “attivi” e dimostrano di avere capito lo spirito del gruppo. Ogni tanto gli ultimi arrivati rimangono perplessi di fronte alla opzione che viene loro proposta: “ma non ci sono pillole in grado di guarire tutto e subito?” “ma devo proprio stare attento a tutto quello che mangio?”. Ogni volta che succede, pazientemente, ricominciando dalle basi qualcuno accoglie, rassicura, incita, invita fino a quando l’amico che soffre di psoriasi possa avere anche lui una opportunità in più. “Nessuno ha ancora tutte le chiavi e le risposte, altrimenti non saremmo qui” afferma una giovane ragazza, “ma adesso ho capito che se non sgarro posso stare bene”, risponde un’altro. Le linee guida si basano fondamentalmente su di una dieta di esclusione molto stretta chiamata dal gruppo “Paleo-zona-autoimmune”.
Vengono esclusi principalmente
CEREALI
LATTE E PRODOTTI CASEARI
LEGUMI FRUTTA CHE INDUCE LA PRODUZIONE DI ISTAMINA
ZUCCHERI SEMPLICI
CIBI PROCESSATI
Restano alimenti semplici come verdure (cotte o crude) carni, frutta, spezie,
Superato lo shock iniziale la cosa sembra possibile.
Superata la prima settimana il corpo comincia a ringraziarti perchè sta meglio.
Psoriasi o no il 90% delle persone si sente subito meglio eliminando glutine e latticini.
I successi vengono condivisi su FB con tanto di foto e testimonianze, un poco come trofei duramente conquistati , un poco come sprone ed incitamento per chi muove i primi passi.
Non mancano sofferenza e tristezza quando, per esempio, c’è una ricaduta durante un periodo di stress o perchè si cambiano abitudini di vita per un trasloco o un problema di lavoro.
Anche in questo caso la comunità si dimostra subito presente come una famiglia.
Il gruppo e la classe medica. Ho subito notato un forte astio e rancore da parte dei membri nei confronti di chi ha proposto trattamenti e visite a pagamento senza prima avere dimostrato di comprendere la patologia, aggiornarsi sugli aspetti ingegrativi ed alternativi alle classiche terapie farmacologiche.
Ovviamente la situazione si rovescia quando gli specialisti si avvicinano al gruppo o sono convocati dai rappresentanti per la loro “sensibilità” e competenza.
Sono certo che saranno sempre di più i professionisti che potranno collaborare attivamente con il progetto della community e che potranno diventare punti di riferimento per altri pazienti nel territorio. Questo dipende ovviamente dalle capacità di ascolto di medici e operatori sanitari che dovranno ascoltare prima di proporre le loro “soluzioni”.
Il gruppo e le aziende
Anche nei confronti delle aziende c’è molta emotività e sospetto. Questo in seguito alle incursioni nel forum da parte di venditori e piazzisti privi di scrupoli che sono stati tempestivamente bannati. Il gruppo potrebbe valorizzare prodotti ed esperienze aziendali che sono in linea con la loro mission e valori selezionando aziende virtuose con cui collaborare. Si protrebbero premiare progetti virtuosi o prodotti particolarmente attenti alle problematiche dei pazienti con psoriasi attribuendo loro un “bollino di qualità”. Questo avviene comunemente nelle comunità di pazienti più avanzate in europa e negli stati uniti.
Il gruppo e la ricerca L’esperienza di centinaia o migliaia di pazienti ha un valore inestimabile specialmente se i dati clinici vengono raccolti (ovviamente in forma organizzata, anonima e dietro consenso scritto dei singoli). Il gruppo potrebbe proporre anche percorsi alternativi di trattamento per fare testare a volontari forumulazioni o trattamenti innovativi in collaborazione con centri di ricerca, università e laboratori di ricerca privati. In questo caso il gruppo si farebbe garante che il trattamento proposto sia in linea con l’approccio di salute condiviso e permetterebbe ai membri di partecipare personalmente all’avanzamento delle ricerche e delle soluzioni di cura.
Il gruppo: leadership e partecipazione
La guida “illuminata” dei fondatori ha permesso fino ad ora al gruppo di imboccare le strade giuste garantendo ad ognuno di esprimere il proprio punto di vista, dubbi e critiche. Durante il secondo congresso è emersa più forte la necessità di un confronto maggiore attraverso una tavola rotonda o in forma di assemblea. Presto il gruppo potrebbe organizzarsi in forma di associazione senza fini di lucro per potere operare in modo più rappresentativo ed efficiente relazionandosi con enti pubblici e privati.
La mia esperienza personale con il gruppo
Ho chiesto di entrare nel gruppo oltre un anno fa e ho ascoltato e ascoltato. Non soffro personalmente di psoriasi anche se ho due casi in famiglia. Ho letto i post con i commenti alla dieta, ai trattamenti e poi ho studiato tanto per capire meglio e aggiornarmi. Paolo Antolini mi ha chiesto di presentare al gruppo una relazione sulla permeabilità intestinale. Ho pensato un argomento tosto da presentare a “non specialisti”. Cercherò di esserne all’altezza. Quando sono arrivato ad Assago nevicava. Ho ascoltato le belle presentazioni sulle diete e sul microbiota intestinale. Abbiamo mangiato insieme e parlato tanto. E’ stato molto bello.


 Ringrazio tutti per l’amicizia e la bella accoglienza. Spero di potere contribuire anche in futuro alla crescita del gruppo.

November 29, 2013

Psoriasi e Salute intestinale

Presentazione del Dott. Maurizio Salamone, biologo, al 2° convegno del gruppo "Psoriasi fattori scatenanti: l'alternativa naturale".
La presentazione dal titolo "L’equilibrio dell’ecosistema intestinale e il suo rapporto con la salute" affronta le tematiche della permeabilità intestinale, la leaky gut syndrome, il microbiota intestinale, il ruolo dei nutrienti ed il loro rapporto con la salute generale, della pelle ed in particolare nei pazienti affetti da psoriasi.


July 10, 2013

Mangiate in pace: guida all'alimentazione consapevole

http://www.mangiateinpace.com/

Segnalo l'interessante blog della Nutrizionista Maria Isabella Zuccala. Il blog si intitola Mangiate in pace: guida all'alimentazione consapevole e affronta tematiche legate all'alimentazione con un tocco di umorismo ed un taglio attento agli aspetti psicologici, emotivi e motivazionali. Sappiamo bene che il nostro comportamento alimentare è fortemente condizionato dalle nostre emozioni, sensazioni e dalla nostra visione del mondo. Trovare le giuste motivazioni per cercare e mantenere uno stile di vita sano non è facile e la dottoressa Zuccalà ci fornisce semplici e pratici suggerimenti. Buona lettura.

October 26, 2012

Nuovi LARN

RIFLESSIONI SUL CONCETTO DI NUTRIENTE


E’ stato pubblicato sul sito della SINU il documento di sintesi prefinale dei nuovi LARN.
Questo documento non contiene una definizione di nutriente sebbene questa definizione possa essere ricostruita da considerazioni presenti all’interno del documento.
Presenteremo di seguito alcune riflessioni personali che ci auguriamo possano stimolare una lettura più meditativa del documento  nuovi LARN.
Una prima riflessione deve essere fatta sul concetto di nutriente in relazione all’alimento che lo contiene. Sappiamo infatti che alcuni nutrienti sembrano perdere alcune caratteristiche o attributi nutritivi se isolati dall’alimento di provenienza.
I processi di trasformazione, conservazione e cottura degli alimenti modificano in maniera importante il valore nutritivo degli alimenti.
Occorre quindi considerare i nutrienti non come elementi indipendenti dal substrato di provenienza ma come facenti parte di un sistema complesso “l’alimento”.
Fatta questa premessa passiamo ad esaminare quali attributi debba possedere un nutriente per potersi definire tale:
-      POTERE ENERGETICO (Ovvero la capacità di apportare kilocalorie)
-      CARENZE DOCUMENTATE (L’assenza dalla dieta del nutriente porta danni documentati per la salute)
-      RUOLO METABOLICO FISIOLOGICO (Il nutriente è inserito in un processo biologico fisiologicamente presente nell’organismo umano con un ruolo plastico, regolatorio, co-fattoriale)
-      RUOLO METABOLICO ECOSISTEMICO (Il nutriente svolge un ruolo costitutivo o regolatorio nei confronti del microbioma intestinale o modifica l’azione di sostanze tossiche su un processo metabolico fisiologico)
-      RUOLO METABOLICO NUTRIGENOMICO (Il nutriente è in grado di modificare l’espressione di uno o più geni attivando quelli protettivi o limitando l’espressione di quelli potenzialmente dannosi)
-      EFFETTI PROTETTIVI NEI CONFRONTI DI PATOLOGIE CRONICO-DEGENERATIVE (Si tratta di nutrienti appartenenti ad una delle classi sopra elencate che possono svolgere un ruolo positivo per la salute)
-       INTOSSICANTE (Si tratta di una sostanza abitualmente consumata che non ha un ruolo metabolico fisiologico ma è in grado di produrre conseguenze negative per la salute. In alcuni casi possono essere presenti anche effetti positivi per la salute).

 Verso un approccio ECOSISTEMICO della Nutrizione basata sull’evidenza
L’essere umano è in profondo rapporto con l’ambiente esterno e con il microbioma intestinale (anch’esso considerabile come ‘esterno’).  Alcune sostanze presenti negli alimenti possono modificare gli scambi di materia o energia tra l’organismo umano e l’ambiente esterno/interno.
Questo le rende eleggibili come “nutrienti ecosistemici”.
E’ il caso delle fibre solubili come l’inulina presente nei carciofi e nella cicoria. I batteri della flora intestinale rompono le fibre di inulina producono acidi grassi a catena corta che nutrono gli enterociti e svolgono un ruolo regolatorio ecosistemico.
Massimo valore di nutriente ecosistemico ha l’acqua. Sappiamo infatti che oltre al ruolo di sostegno di ogni processo metabolico umano, l’acqua ha anche un importante ruolo di regolazione dei flussi di materia ed energia all’interno del microbioma intestinale.
Un altro esempio di nutrienti ecosistemici ci è dato dalle sostanze che aiutano a riparare i danni del DNA o che, chelando i metalli pesanti, possono proteggerci sostanze tossiche presenti nell’ambiente.

Verso un approccio NUTRIGENOMICO della Nutrizione basata sull’evidenza

I nuovi LARN introducono il concetto di sostanze bioattive specificando che si tratta di sostanze prive di un ruolo metabolico fisiologico ma che potrebbero esercitare un ruolo positivo per la salute.
Questo ruolo può essere semplicemente metabolico o anche nutrigenomico. Nel primo caso la sostanza può agire su un enzima o su una via metabolica attivandola o deprimendola.
Nel secondo caso la sostanza nutritiva agisce sull’espressione genica promuovendo la trascrizione proteica. Un esempio del secondo tipo viene dalla Vitamina D e dagli acidi grassi poli insaturi PUFA. 
I tempi sono maturi per inserire il concetto di sostanza Nutrigenomicamente attiva nella definizione di nutriente.

INTOSSICANTE  L’attributo di intossicante deve essere preso in considerazione perché alcune sostanze normalmente presenti nell’alimentazione umana posseggono anche o esclusivamente un’azione intossicante e attivatore di dipendenze.
E’ il caso dell’etanolo, che entra a pieno titolo tra i nutrienti in quanto fornisce energia. Ma si tratta di calorie “vuote” prive di vero valore nutritivo.
I nuovi LARN specificano che “è una molecola potenzialmente tossica per l’organismo d’elevata pericolosità sociale, che può causare, nel caso di abuso, importanti danni organici…etc”
Certe sostanze, come il Fluoro, accompagnano a dimostrati effetti positivi (sulla prevenzione delle carie) anche potenziali effetti dannosi per il sistema nervoso.

COMPOSTI BIOFUNZIONALI O PHYTOCHEMICALS O  SOSTANZE BIOATTIVE
I nuovi Larn proporranno riflessioni su sostanze comunemente assunte con la dieta, con effetti positivi per la salute ma non considerati nutrienti in senso classico.
Forse sarebbe il caso di rivedere il concetto di nutriente spostando il senso della parola dalla quantità verso la qualità-
Leggiamo nel documento riassuntivo (versione pre-finale)
“Queste sostanze provengono da ortaggi, frutta legumi ed alcune bevande. Per queste sostanze non è ancora possibile indicare livelli di assunzione per la popolazione.”
Ci si limita a suggerire una dieta varia ed equilibrata.
Forse bisognerebbe riflettere più a fondo su questo argomento come si è fatto per gli zuccheri.
Si potrebbe indicare alcune fonti o alimenti da preferire.
E il caso delle brassicacee come broccoli, cavolfiori e biete, il cui effetto positivo per la salute è ormai chiaro e dimostrato.
Eppure qualcuno sorride al pensiero di un’ AI (Assunzione adeguata) per il broccolo.
Speriamo che la saggezza arrivi con il tempo.

December 08, 2011

Choose the right food for your brain

Fantastica presentazione su come una corretta alimentazione puo' mantenere in buono stato il nostro sistema nervoso.
Al contrario una dieta fondata su cibi raffinati, in scatola e i cosidetti "cibi spazzatura" può portarci rapidamente alla malattia.
Nonostante siano toccati molti punti fondamentali la relatrice dimentica alcuni elementi chiave come ad esempio la Vitamina D.
In ogni caso consideriamo il video un "Must see" sulla medicina funzionale.

November 12, 2011

Diete squilibrate e risultati difficili da mantenere....



Sentiamo spesso parlare di diete a basso contenuto di carboidrati, a basso contenuto di grassi o le cosidette basse calorie/pochi carboidrati.

Queste diete sono seguite soprattutto per ridurre il peso corporeo.

Ricordiamo che sono per definizione diete squilibrate che possono essere mantenute per un breve periodo e preferibilmente sotto controllo medico.
Sappiamo infatti che una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati e tante proteine provoca un'acidosi pronunciata ed un'alterazione consistente dei microbiota intestinale.

Queste diete hanno conquistato una certa notorietà grazie al fatto che sono spesso in grado di portare ad una rapida riduzione del peso corporeo in tempi ragionevolmente brevi.
Ma le domande che vengono spontanee sono:

1) Questa riduzione del peso viene poi mantenuta?
2) Questo temporaneo squilibro metabolico può provocare danni alla salute generale?

Una recente ricerca, presentata al congresso WCIR (World Congress on Insulin Resistance, Diabetes, and Cardiovascular Disease) sembra affermare che la riduzione di peso ottenuta da questo tipo di diete si perde con grande facilità.
La meta-analisi presentata mostrava infatti che sia le diete a basso contenuto di grassi che quelle a basso contenuto di carboidrati portavano a perdite ponderali non mantenute.

Non è certo una muona notizia per gli oltre 1,5 miliardi di persone sovrappeso o obese che cercano ogni giorno nuove soluzioni miracolose.
Probabilmente le ricerche future confermeranno come una dieta equilibrata, ricca di cereali integrali, grassi buoni, tanta frutta e verdura possa rappresentare la soluzione più efficace per il raggiungimento del peso ideale e di un buono stato di salute.
La dieta non è solo una questione di calorie o di bilanciare in vario modo i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi).
E' fondamentale fornire al nostro corpo nutrienti di qualità che forniscano informazioni corrette al nostro genoma
.





November 06, 2011

Cibi Irradiati: pericoli e situazione in Italia


Perchè irradiamo derrate alimentari e sementi agricole?
-Ridurre la germinabilità (sementi, aglio, cipolla);
-Abbattere la carica batterica (carne e derivati);
-Inattivare gli enzimi degradativi;
-Uccidere parassiti accidentalmente presenti nelle derrate;
-Allungare i tempi di marcescenza (fragole e banane)

Le quantià di radiazioni a cui sono sottoposte queste sostanze sono enormi:
Si parte da 1 KiloGray (equivalente a 16,700,000 radiografie al torace) per finire a 30KiloGray (10,000 volte la dose letale per l'uomo).
Perdita di potere nutritivo
I siti ufficiali ammettono che il trattamento con radiazioni possa provocare una perdita di potere nutritivo paragonabile a quella di altri processi come l'inscatolamento o la liofilizzazione. Tale perdita è dovuta all'azione degradante delle radiazioni nei confronti di MACRONUTRIENTI E MICRONUTRIENTI.
Non solo proteine, glucidi possono subire forme di degradazione, ma anche
vitamine e altre sostanze benefiche come la luteina (broccoli) o PUFA (nel pesce). Alcune ricerche affermano che la perdita di vitamine può essere dal 2 al 95%
. Anche le caratteristiche organolettiche possono peggiorare in seguito all'irraggiamento (annerimento pesce, cambiamento consistenza frutta).

Sicurezza e rischi per la salute:
Gli enti governativi che si occupano di sicurezza alimentare assicurano che l'irradiazione è un processo assolutamente sicuro e non provoca alterazioni fisico-chimiche pericolose per la salute.
Tuttavia recenti ricerche sebrano affermare il contrario:
- I
derivati del furano sembrano potenziali cause di epatotossicità e con effetto carcinogenico;
- 2-alchilciclobutanoni (2-ACBs) o 2-alchileielobutanoni sembrano avere effetto carcinogenico, attività cito e genotossica
Una nuova classe di contaminanti: (Fonte Dott. Mercola)
"2-alchilciclobutanoni (2-ACBs) sono derivati da irradiazione dei trigliceridi che si possono trovare solo su cibi irradiati. La quantità di composti rintracciabili è proporzionale al contenuuto di grassi dell'alimento e alla dose di radiazioni assorbite.
Ricerche su animali indicano che questi composti possono
promuovere lo sviluppo di tumori e cancro al colon , e studi mostrano che i 2-alchilciclobutanoni sono in grado di attraversare la barriera intestinale, entrare nel torrente circolatorio e accumularsi nei tessuti adiposi. I composti hanno mostrato attività citotossica e genotossica, ovvero possono danneggiare cellule e DNA rispettivamente. Studi su cellule umane hanno rivelato anche potenziale attività cancerogenica. I ricercatori concludono dicendo che "questi composti dovrebbero essere considerati potenziali fattori di rischio nell'avvio e nello sviluppo di cancro al colon."
Normativa in Italia: In tutto il Mondo, oltre 41 Paesi hanno approvato l’irradiazione alimentare di più di 60 prodotti alimentari. In Italia, il trattamento con radiazioni delle derrate alimentari è disciplinato dal Decreto Legislativo 30 gennaio 2001, n. 94 che attua le direttive comunitarie 1999/2/CE e 1999/3/CE.
In questo PDF della Comunità europea potete trovare la lista degli alimenti irradiabili e la dose massima a cui possono essre sottoposti.
Sul territorio italiano abbiamo un solo sito per il trattamento e si trova in Emilia Romagna.
Mancanza di Controlli
Una Relazione della Commissione sull'irradiazione degli alimenti presentata a Bruxelles ha messo in evidenza che il 4 % circa dei prodotti sul mercato europeo nel 2005 era irradiato e privo dell'apposita etichetta. Per lo più risultavano non conformi alle disposizioni i campioni di prodotti provenienti dall'Asia. Soltanto sei dei 287 campioni risultati irradiati erano conformi al regolamento.
Riferimenti Bibliografici
World Health Organization (1994) Safety and nutritional adequacy of irradiated food. WHO, Geneva.
World Health Organization (1999) High-Dose Irradiation: Wholesomeness of food irradiated with doses above 10kGy. Technical Report Series No. 890, WHO, Geneva.
Institute of Food Science and Technology, Irradiated Foods, Information Statement,1999.
European Commission :
http://ec.europa.eu/food/food/biosafety/irradiation/index_en.htm J Agric Food Chem. 2005 Oct 5;53(20):7826-31.
Formation of furan from carbohydrates and ascorbic acid following exposure to ionizing radiation and thermal processing.
Proc Natl Acad Sci U S A. 2009 Apr 21;106(16):6832-6. Epub 2009 Apr 2.
Extensive remyelination of the CNS leads to functional recovery.
Nutr Cancer. 2002;44(2):189-91.
Food-borne radiolytic compounds (2-alkylcyclobutanones)may promote experimental colon carcinogenesis.
J Food Prot. 2002 Oct;65(10):1610-3.
Detection of 2-alkylcyclobutanones, markers for irradiated foods, in adipose tissues of animals fed with these substances.
Food Chem Toxicol. 2007 Dec;45(12):2581-91. Epub 2007 Jun 28.
Toxicological potential of 2-alkylcyclobutanones--specific radiolytic products in irradiated fat-containing food--in bacteria and human cell lines.
Center for Food Safety.
Food Irradiation, 2007;




Etichettatura:
La normativa italiana impone l'etichettatura dei cibi irradiati come anche la normativa europea e statunitense. A fianco l'etichettatura FDA mentre in testa all'articolo, l'etichettatura approvata in Europa.

L'avete mai vista su una confezione?
Eppure il 30% di quello che compriamo al supermercato è cibo irradiato
....
.

October 27, 2011

From Pyramid to Circle: New Food Paradigms

October 26, 2011

Weird suggestions on Salt Consumption


I love scientific research because if you browse on Pubmed you can find the most weird things, and things get worse when information is explained to people in general terms by scientific journalists.
Below I found a research from a Belgian group recently published on the Journal of the American Medical Association:
The title of the article is:

The title became

Let's say something about the study:
Limits: Against all previous evidences, observational study, conducted in young people with very low cardiovascular risk.

DEVIL VOICE
: Eat stack of salt because it does not hurt
ANGEL VOICE: Don't listen and limit daily salt intake to 1.500mg

October 23, 2011

SugarStacks




Would you eat 10 tea spoons of sugar one after the other?
I don't think so..
But this is what we do everytime we drink a can of soft drinks like Coke.
Here we can know more about sugar content of many foods, drinks and snaks that we usually eat.
It is true that carbohydrates (and sugar is one of them) are an essential components of any balanced diet (that should have a percentage of carboidrates of about 30%), but it is also true that:
- A regular refined carbohydrates and sugars abuse causes overweight, obesity and many chronical diseases like tipe II diabetes;
- Regular use of sugar-added soft drinks, fruit juices and flavoured milks should be avoided particularly during meals when we usually eat enough carbohydrates.
- We should not encourage children to start using sugar-added drinks because they induce addiction;

Added sugars in soft drinks, fruit juices and flavoured milks contains empty calories.These calories are called empty because they carry energy but not nutrients (like minerals and vitamins) and they have an high Glicemic Index.




GLICEMIC INDEX
The glycemic index is found by measuring the increase in glycemia that is produced when a subject is given 50 grams of sugar extracted from a food. Therefore, the glycemic index tells us how quickly the sugar concentration in the blood rises and is expressed in relation to the increase produced by 50 grams of pure glucose.
This means that the index doesn't depend upon the sugar content of each single food. Let's look at an example: melon has a very high glycemic index but this doesn't take into consideration the fact that in order to reach 50 grams of sugar a person would have to eat 6-7 melons at one time. This explains why we can't only consider this parameter when we evaluate the body's response and especially the insulin response.
GLICEMIC LOAD
The glycemic load, on the other hand, is determined by multiplying the glycemic index by the quantity of sugar contained in the foods that are consumed. By introducing the variable of the amount of carbohydrates ingested in every single food that is eaten, we can reach a more precise evaluation of its affect upon the body

Whole grains provide calories with a lower Glicemic Index and they respect our metabolic paths not charging too much on our metabolic response.

October 17, 2011

Calcium in pregnancy may halve the risk of pre-eclampsia


We all know that Calcium is not only important to prevent osteoporosis.
Most doctors recommend calcium during pregnancy to protect against birth complications and loss of bone density caused by the developing babies.

A new research about the importance of calcium during pregnancy is now published
in the Cochrane Database of Systematic Reviews
.
Researchers gathered data from 21 randomized controlled trials involving 17,000 pregnant women. The studies compared whether taking supplements was any better than a placebo or no treatment at all in having a healthy pregnancy and delivery.

It seems that calcium supplements did not lower the risk of preterm birth or low birth weight but they can help prevent pre-eclampsia, (increased blood pressure) in pregnant women.
The study showed that the frequency of pre-eclampsia in women that used Ca supplements was about -50%.

Stocking up on calcium when young is essential for building strong bones. A diet which has sufficient calcium, vitamin D and phosphorus is important, as are genetic factors and exercise. The recommended calcium intake varies depending on where one is in one's life cycle.
An average recommended daily intake of 800mg is stipulated in the European nutrition-labelling directive.
However certain groups of the population have higher requirements up to 1200 - 1500mg (young people aged 11-24, pregnant and lactating women, postmenopausal women who are not having hormone replacement therapy).

Calcium content of some food 300 mg Ca are found in:
25-30 g hard cheese (emmental, parmiggiano, cheddar, etc)
50 g soft cheese (camembert, brie, etc)
200 g skimmed milk or yoghurt
150 g almonds nuts, dried figs
200 g dried beans
500 g green vegetables (cabbage, leeks, spinach, broccoli), wholemeal bread
0.7 l of certain calcium-rich mineral waters (check with the label)

October 10, 2011

Iron deficiency in obese people linked to inflammation




It is difficult to think at obesity as a condition linked to nutritional carencies because we normally think that it is caused by excess of nutrients.

Obesity is not caused by excess of nutrients
It is caused by excess of empty calories and bad fats.

The paradox is that you can also witness nutritional carencies like hypoferremia (iron deficiency) in obese people.



A clinical trial with 172 healthy non-obese (BMI <30 kg/m2), and 234 obese (BMI ≥30 kg/m2) has been conducted to understand mechanisms involved in the hypoferremia of obesity. Results are published here.

Researchers found in obese patients:
- inadequate bioavailable iron relative to body weight
- diminished intestinal absorption
- decreased iron bioavailability induced by inflammatory adipokines


This study confiirms that obesity is a condition where inflammatory pathways are over-activated and nutritional carencies can be present despite the excess of food intake.

Falsely normal ferritin concentrations are commonly found and are likely increased by chronic inflammation. So this marker if measured alone can be misleading in obese people.