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January 24, 2010

Semplificare Semplificare Semplificare

Dopo oltre 13 anni di duro lavoro in azienda mi accorgo che il marketing e la comunicazione devono affrontare giornalmente un avversario temibile;
Questo avversario non è la complessità (come suggerirebbe forse il nostro amico Carlo Mazzucchelli) bensi la complicazione!

E' ormai certo e scientificamente dimostrato che "ogni volta che un'azienda riesce a semplificare un processo (sia esso produttivo che di marketing) cio' si traduce in un vantaggio competitivo ed in un maggiore ritorno sull'nvestimento.

Nel caso specifico del Marketing e della comunicazione delle informazioni commericiali ci sono ancora manager che pensano di poter vendere un prodotto senza che sia chiaro al consumatore di cosa si tratti; esistono ancora siti web aziendali realizzati da "professionisti" dove non sono presenti i contatti dell'azienda.....però le animazioni!!!!

Volendo semplificare possiamo dire che in qualsiasi processo d'acquisto il cliente deve avere chiare:
- le caratteristiche essenziali del prodotto;
- la procedura d'acquisto;
- il prezzo e le modalità di pagamento;
- le garanzie e i dettagli contrattuali per un eventuale rimborso o sostituzione;

Il marketing può enfatizzare alcuni aspetti rispetto ad altri ma tutte le informazioni essenziali devono essere rese disponibili a potenziali acquirenti;

Nell'era della condivisione delle informazioni post web 2.0 quello che non viene detto dall'azienda verrà detto da qualcun altro......

Il mio invito alla semplificazione è quindi un appello all'efficacia ed efficienza che non deve necessariamente sacrificare gli aspetti creativi.

Un esempio virtuoso viene da ING che nel suo recente spot televisivo presenta 8 clienti in carne ed ossa appesi ad un cartellone stradale come "testimoni viventi" di un Buzz sul servizio finanziario... GENIALE!!!!!!!!!! L'idea è firmata da Leo Burnett


All'estremo opposto la campagna martellante della Citroen C3 che fa l'altalena.

In questo caso:
- non si capisce qual'è il messaggio principale;
- il prodotto non viene descritto in nessun modo;
- anche dal punto di vista "emotional" lo spot non sembra trasmettere eficacemente;

June 20, 2009

Invertising NOW!

Questo video riesce in poco più di 100 secondi a scardinare 100 anni di pubblicità "tradizionale".
Ci apre le porte verso un mondo in cui la comunicazione commerciale sarà profondamente riscritta alla luce di nuovi paradigmi basati sugli strumenti tecnologici e soprattutto sull'aspetto "social"del web 2.o!


Paolo Iabichino ha parlato di Invertising al Festival dell'Economia di Trento insieme a Luca Cattoi e Claudio Maffei. In sintesi il cambiamento si orienterà nelle seguenti direttrici:
Commercial -> Content
Communication -> Conversation
Push -> Pull
Monologue -> Dialogue
Consumer -> User
Impactful -> Useful
Execution -> Experience
Contact -> Connect
Promotion -> Education
Global -> Social
Aesthetics -> Ethics
Ability -> Responsibility
Shopping -> Sharing
Persuasion -> Permission

Ringrazio Matteo Brunati per la segnalazione di questo video e per l'infinita quantità di stimoli che fornisce ai miei pigri neuroni.

October 16, 2008

IAB Forum di Milano 2008



E mentre tutti ormai pensano allo Smau di Milano si avvicina inesorabile anche il tempo
dell'IAB Forum 2008. Quest'anno si terrà nei giorni del 5 e 6 novembre, negli spazi del MIC, Milano Convention Centre, Fiera Milano City.
Per chi non lo conoscesse ancora, lo IAB Forum è una full-immersion nella comunicazione interattiva italiana.
Questa sesta edizione prevede 2 convegni e ben 24 workshop.

Sponsor principali della manifestazione saranno Dada, Microsoft Advertising, One e Sipra.
presente ance l'azienda trevigiana TSW.
Segnalo a chi si interessa di pubblicità lo IABblog

October 01, 2008

Niente Fumo, Siamo Inglesi


Mi viene un pò da sorridere leggendo la notizia che
"Il regno unito userà per primo immagini sui pacchetti di sigarette per scoraggiare i fumatori".
Eppure è difficile pensare a qualcosa più forte e diretto di "IL FUMO UCCIDE" scritto a caratteri cubitali e con cornicetta nera.
Apriamo le danze!!!!!
Voi che immagine usereste????
Polmoni bruciacchiati, bronchioli fumanti, dita ingiallite ? TROPPO BANALE.
Pelle invecchiata, mozziconi abbandonati per strada? OVVIO E SCONTATO
Insomma, i creativi di Sua Maestà si preparino a chi la fa più spaventosa (l'immagine).


September 16, 2008

Sit-ComMarketing di Arredissima


"La Casa dei Sogni” e una mini serie di fiction promozionali realizzate da Arredissima. Saranno messe in onda a partire da marzo su tutte le emittenti televisive private del nord Italia.
Arredissima è la nuova denominazione di Nord Est Ingrosso Mobili, un'azienda di arredamento con sede in Castelfranco Veneto (Treviso).
L'azienda ha sempre puntato molto ed investito nella comunicazione pubblicitaria e adesso in linea con il potenziamento della rete vendita e l’allargamento del bacino di clienti a tutto il nord Italia, cerca di comunicare con i potenziali clienti in modo originale e "non convenzionale".

Se in Italia se vuoi avere ascolto in Tv non puoi non proporre Sit-Com (parola di Pippo Baudo).

Questo tipo di produzioni sembrano diventate le uniche "forme di espressione artistico-televisiva" in grado di catturare il grande pubblico. Vedremo se i mini episodi della durata di 3 minuti ciascuno saranno capace ti conquistare i cuori ed i salotti dei nostri tele spettatori !


La sit com è stata girata presso la sede Arredissima di Nichelino (Torino) che, per quasi una settimana, è diventata l’inedito set dove casa di produzione, regista e attori hanno dato vita alle cinque puntate de “La Casa dei Sogni”.

Per maggiori informazioni su Arredissima:
Puoi vedere anche on line le puntate de “La Casa dei Sogni”:

Pregevole il tentativo di legare web e TV per mezzo di un sito web. I collegamenti tra i canali potrebbero essere sviluppati in un'ottica multi-canale.

July 17, 2008

Quanto è online Il futuro della Pubblicità?

Leggiamo da una ricerca di IDC che la spesa mondiale in Internet Advertising per il 2011 supererà i 106 miliardi di $.
Alcuni spunti di riflessione che emergono dalla ricerca sono:
Per il 2008 si prevede una spesa si 65,2 miliardi di dollari, che rappresenta quasi il 10% di tutto l’advertising. Questa percentuale potrebbe avere una crescita annuale del 15%-20% fino al 2011, raggiungendo il 13% della spesa totale (107 miliardi di dollari).
La pubblicità legata alla ricerca per parole chiave attirerà entro il 2011 almeno il 20% degli investimenti pubblicitari mondiali seguita da quella con displays vari come banner, occhielli etc.
Questo spiega la lunga corte che Microsoft sta facendo a Yahoo.
Gli esperti del settore sembrano cominciare a capire che la pubblicità online deve essere integrata in una strategia più complessa (io direi multi-canale).
Il multichannel marketing sarà un passo obbligato per tutte quelle aziende che vorranno trarre il massimo profitto dai loro investimenti pubblicitari...

July 16, 2008

Widget per Markettari e AdvAddicted

!-- SpringWidgets | The not-so-secret writings of ScLoHo (#47735) | Blogger | Generated on 07/15/2008 -->

July 01, 2008

June 19, 2008

Pubblicità e social networks - Il caso Myspace-Photobucket

Il fenomeno dei Social networks non poteva non attirare l'attenzione dei pubblicitari.
E' in corso un acceso dibattito su quanto sia possibile e proficuo utilizzare i social networks come canale per la promozione di prodotti e servizi.
Nella slide seguente ricordiamo quali sono gli strumenti più utilizzati per l'advertising sui Social Netoorks



Tra i problemi emersi segnaliamo quelli dell'attribuzione dei diritti pubblicitari di copyright e authorship non evidenti in applicazioni mash-up. Si è cominciato a parlare del caso Photobucket alla fine del 2007 quando Myspace ha proibito l'uso degli show sponsorizzati sul proprio sito. Il caso si è concluso agli inizi di questo anno quando il web -tool è ricaduto sotto l'influenza di Myspace.




Dopo essere diventato quasi interamente integrato in MySpace, Photobucket ha rilasciato alcuni upgrades allo strumento web per la creazione di slide shows.
Non si tratta di miglioramenti sostanziali....Hanno a che fare con quelle immagini lampeggianti, brillanti e in movimento con cui si possono abbellire i profili di MySpace.. In sostanza si possono aggiungere 30 immagini per show (utenti free) e ci sono 20 nuoviframes e stili disponibili, grazie al contributo di Flektor, un'altro strumento web assimilato a MySpace

photobucket-slide-show-upgrades.png


June 05, 2008

Assorbenti da sfogliare- Esemplare multi-channel della Lines


Quando mia moglie me lo ha fatto notare non ho potuto che levarmi tanto di cappello.
I professionisti del marketing si riconoscono subito per le idee efficaci e creative, spesso accompagnate da grande semplicità.
Gli assorbenti Lines Seta ultra sono confezionati singolarmente in una busta e raccolti in una confezione da 24 + 2 (in omaggio).
La novità introdotta di recente è che sulla busta che racchiude il singolo assorbente sono state inserite delle brevi frasi attinenti il mondo della donna ed in particolare il ciclo mestruale.
Le frasi sono brevi ed interessanti, varie (non si ripetono all'interno di una confezione da 24), mai banali.
Mia moglie mi ha confessato che le hanno fatto sorgere un grande desiderio di visitare il sito www.lines.it per approfondire gli argomenti.
Quale esempio migliore di un marketing multi-canale ben pensato.
Il richiamo al sito non è sulla parte frontale della confezione, ma sul fianco.
"Scopri il sito lines, un sito dedicato al mondo della donna".
Se proprio si può fare un appunto, io avrei scritto con un font più grande l'indirizzo web (quasi illegibile) e magari sul fronte della confezione.
Visitando il sito si scopre che in realtà è molto più che una vetrina dei prodotti Lines. E' presente una community con un forum attivo, un esperto che risponde alle domande dei clienti e l'immancabile contatto con il servizio clienti.
Certo un assorbente non è un bacio perugina e un consiglio su come alleviare i dolori catameniali non è come un pensiero di kalil Gibram sull'amore eterno.
Tuttavia il PM di Lines seta ultra merita un applauso per la sua creatività e per aver trovato soluzioni di marketing ad alto impatto e basso costo.





May 22, 2008

Web 2.0 ed Aziende Farmaceutiche

Vorrei proporvi oggi una presentazione realizzata dal caro Amico Massimo Falcone a cui va tutta la mia stima e considerazione. La presentazione, che si intitola Web 2.0 ed Aziende farmaceutiche, comincia con una serie di slides sul concetto di web 2.0 e delle caratteristiche che lo differenziano dall'internet dei primordi (solo 5 anni fa). Sappiamo che i cambiamenti sono repentini e il progresso non si ferma ad aspettare nessuno. Così anche le aziende farmaceutiche grandi e piccole devono imparare rapportarsi con i figli di questo cambiamento incarnando quella che prende il nome di Enterprise 2.0.
Web tools come wikis, corporate blogs, social e business networks mettono piede in azienda! Tutto questo sembrava impossibile sino al 2006 ma è realtà per i CIT e CEO forerunners o "web tech-tools early adopters". In un mondo iper-concorrenziale chi è più rapido nell'incorporare i cambiamenti dopo averli compresi e digeriti acquista certamente un vantaggio competitivo. Massimo ci illustra come in una presentazione chiara e ben strutturata.

May 03, 2008

Proximity marketing

Immagina cosa significherebbe poter:

  • contattare i tuoi clienti in modalità wireless attraverso il più personale dei media (il telefono cellulare);

  • promuovere la tua attività o servizio mentre i clienti sono in vicinanza del tuo punto vendita;

  • effettuare campagne promozionali fornendo contenuti appetibili come mp3, sfondi, suonerie personalizzate;

Tutto questo è proximity marketing, e molto di più.


Gli eventi in cui è possibile utilizzare una campagna di proximity marketing sono descritti nella seguente tabella:




Essendo queste tecniche di marketing molto recenti e, in molti casi, ancora rudimentali, si fa ancora confusione tra il proximity marketing ed il marketing sensoriale.
In entrambi i casi la caratteristica essenziale per mettere in atto la campagna promozionale è la vicinanza del potenziale cliente al luogo fisico dove si mette in atto la proposta commerciale.
Tuttavia il temine proximity marketing è più estensivo del marketing sensoriale ed in un certo senso lo comprende.
Ma nell'uso comune il senso di "campagna promozionale in vicinanza del potenziale cliente" si è un pò ristretto. Wikipedia lo definisce così "Il proximity marketing (o marketing di prossimità) è uno strumento di marketing attraverso il quale è possibile veicolare messaggi e contenuti multimediali direttamente verso i terminali mobili degli utenti, presenti all'interno di una particolare area. Campagna promozionale che utilizza dispositivi wireless".


Al momento bluetooth è la tecnologia più utilizzata dal proximity marketing per il trasferimento dei dati. Questo perchè è molto diffusa e a basso costo/contatto. Ricordiamo infatti che la trasmissione dati via bluetooth è gratuita.
Ad oggi sono ancora molto poche le esperienze di un uso del proximity marketing all'interno di una strategia multicanale; però anche grandi aziende stanno mettendo alla prova questo strumento con interventi-test all'interno di eventi sponsorizzati.
Il proximity marketing può essere utilizzato in particolari contesti e con le seguenti condizioni:



  • numero sufficiente di clienti dotati di cellulare con tecnologia bluetooth (fiere, concerti etc);

  • luoghi aperti o con limitate barriere fisiche (per l'ottimale trasmissione dei dati);

  • possibilità di pre-avvisare i clienti della campagna in programma in modalità audio.


Quest'ultima condizione è vincolante in quanto il cliente potenziale bersaglio della campagna deve fornire il suo assenso per la ricezione dei dati (permission-based message). Ciò avviene con più probabilità se sono state diffuse informazioni circa:

  • l'identità dell'azienda committente e che ha realizzato la campagna;

  • le misure di sicurezza prese per tutelare la privacy (bisogna rassicurare i clienti che non ci sono rischi per la privacy e per il supporto hardware nell'accettare il messaggio in entrata);

  • la tempistica dell'evento (molti preferiscono tornare "non visibili" appena possibile).

Un utilizzo ancora poco sfruttato del proximity marketing è la trasmissione di coupons elettronici validi in altri punti vendita o in altri momenti pre-determinati dal committente, al fine di fidelizzare il cliente ed invitarlo a visitare ancora il nostro punto vendita.
Dalle informazioni in mio possesso ancora nessuna grande azienda ha mai provato ad utilizzare questo sistema.


Come ogni nuova tendenza, anche il proximity marketing crea i suoi neologismi. Cosi viene chiamato Totem il box trasmettitore del segnale bluetooth.
In occasione di eventi, il Totem è ambientato all'interno di stand o corners sponsorizzati.
Evidenziare la dislocazione fisica del Totem può essere d'aiuto per suggerire ai clienti la posizione otimale per la ricezione dei dati.

I punti di forza del Proximity marketing sono i seguenti:

- il cellulare è il sistema di comunicazione preferito dagli Italiani;
- l'87% degli italiani lo tengono sempre acceso e a portata di mano;

- è un dispositivo a cui affidiamo una percdella nostra
- i dispositivi di telefonia mobile sono sempre più potenti e in grado di ricevere immagini, suoni, video, giochi, etc.;
- i contenuti ricevuti possono essere memorizzati ed utlizzati ripetutamente;
- l'invio dei messaggi non ha alcun costo di trasmissione;

I punti di debolezza del Proximity marketing sono invece:

- è una tecnica permission oriented in quanto la ricezione del messaggio è
soggetta all'esplicita approvazione da parte dell'utente.
- c'è una crescente riluttanza ad accettare contenuti promozionali se non accompagnati da un "valore aggiunto" per il cliente;
- il raggio d'azione non supera i 100 - 200 metri;
- scarsa interattività;

April 28, 2008

Visionary Marketing

Il visionary marketing è sperimentazione pura. Viaggiamo nell’etereo universo della creatività senza freni.
Il visionary marketing si può definire come “l’uso di strategie e tecniche marketing innovative finalizzate a studiare la risposta del mercato indipendentemente dalla promozione di una merce o di un servizio, attraverso l’uso di prodotti chimerici o di campagne posticce
A differenza dalle ben conoscuite tecniche di analisi del mercato che possono essere utilizzate per prevedere il gradimento di un prodotto in sviluppo o per testare l’efficacia di una strategia di posizionamento, il visionary marketing non si prefigge il raggiungimentto di risultati concreti ma è puro stimolo ed osservazione scientifica delle risposte.
Il visionary marketing può utilizare per i suoi fini prodotti o brand esistenti e fare riferimento a caratteristiche reali di questi prodotti.
Può simulare una campagna promozionale o pubblicitària o avvalersi delle tecniche viral o di guerrilla.
Ma più spesso verranno esplorate possibilità inedite attraverso la creazione di quello che prende il nome di “prodotto chimerico”.
Il prodotto chimerico, pura invenzione o realtà futuribile, viene lanciato come un sasso in uno stagno su bersagli prestabiliti, come forum dedicati o blog tematici.
La risposta viene attentamente studiata e misurata attraverso le comuni tecniche di trackback.
Come è facilmente prevedibile si formeranno necessariamente due gruppi che denominiamo “gli scettici” e “gli inguaribili ottimisti”.
La progettazione dell’intervento chimerico si riterrà riuscita quando i due gruppi saranno equivalenti in numero.La durata dell’esperimento deve essere limitata al fine di riportare alla “normalita” il campo di intervento nel più breve tempo possibile.
Il progettista di un intervento di Visionary Marketing avrà cura di non diffondere notizie che possono danneggiare persone o società e che possono in alcuni casi assumere rilevanza penale.
Leggi un articolo con esempio concreto sull'uso di questa tecnica

April 06, 2008

TRIBAL MARKETING


Il marketing tribale (tribal marketing) è una strategia del marketing teorizzata tra il 2000 e il 2004, mirante a creare una comunità collegata ad un prodotto o servizio o brand che si intende promuovere. Analizzando con tecniche antropologiche e strumenti presi a prestito dalla sociologia applicata i segmenti di mercato target per un prodotto, il marketing manager, crea una nucleo formante (inizialmente in seno all’azienda) e fortifica il sentimento comunitario dei consumatori, attraverso strategie atte catalizzare la crescità di una comunità autoalimentante, per poi supportarne lo sviluppo e l'autoriconoscimento. Il marketing tribale fa un uso estensivo degli strumenti del web 2.0 e promuove la creazione di contenuti generati dagli utenti, la creazione di spazi personali all’interno dei portali aziendali etc, la partecipazione dei connsumatori al corporate blog, etc. I fondatori del m.t. sono stati i francesi Michel Maffesoli e Bernard Cova, il secondo ritenuto il teorico del tribalismo, che fin dall'origine l'hanno contrapposto come alternativa mediterranea al marketing classico di stampo anglosassone. Secondo Bernard Cova, autore de “Il marketing tribale”, l’interesse per il vissuto quotidiano del consumatore rappresenta uno dei mutamenti più notevoli verificatisi nel marketing nell’ultimo decennio. L’esponente del marketing mediterraneo mette in evidenza la tendenza del consumo postmoderno a una sorta di “ri-radicamento” al territorio, attraverso la ricerca di radici e legami sociali.
Ma cos’è la tribù (in senso postmoderno riferito al marketing)?
Bernard Cova definisce la tribù come un insieme di individui con caratteristiche socio-demografiche molto diverse, ma collegati da una stessa soggettività, passione, esperienza, e capaci di azioni collettive vissute intensamente benchè effimere, il tutto in un modo fortemente ritualizzato. La tribù è una comunità emozionali in cui si condividono passioni comuni.
Paola Lazzarini definisce le tribù come “micro-gruppi sociali composti da individui eterogenei (per età, sesso, reddito) uniti dalla condivisione di una passione, di una soggettività o di un’emozione. La loro esistenza ha senso solo nella manifestazione simbolica e rituale del commitment dei loro membri, capaci di azioni collettive vissute intensamente (anche se spesso effimere) secondo modalità fortemente ritualizzate. La tribù è quindi una comunità di esperti pronti a vivere e sperimentare le potenzialità e l’eccezionalità del loro “oggetto” di interesse senza pregiudizi né tabù, cercando, al contrario, di manifestare autenticamente il senso, il privilegio e la soddisfazione derivanti dall’abbracciare un preciso lifestyle.
Non sono gruppi creati da interessi commerciali che si ritrovano per speculare o per fare della propria passione un business ma numerose associazioni di estimatori che oltre ad un prodotto hanno aderito ad uno stile di vita
.”

Al concetto di tribù locale è strettamente collegato il bisogno generalizzato, da parte dei consumatori, di autenticità: questa istanza è appagata sempre meno dall’etichetta o dal riconoscimento ufficiale e sempre più dal senso di comunanza tra i membri del gruppo.
La strategia che questo nuovo approccio propone è dunque non tanto quella di stabilire un legame personale con il cliente, quanto piuttosto quella di alimentare e sostenere il legame fra i clienti stessi, aiutandoli a condividere le proprie passioni e a sentirsi parte di un gruppo.
Nel marketing tribale, di conseguenza, l'intimità con il cliente passa attraverso il coinvolgimento dell'azienda nella tribù: sostenendo e partecipando ai suoi rituali l'azienda ne diventa un membro a tutti gli effetti. In questo modo il consumatore smette di essere “cliente” e diventa “fan”, sviluppando una vera e propria fedeltà affettiva nei confronti dell'azienda e/o della marca.
Il marketing tribale è applicabile solo in alcuni casi. Tra i requisiti principali ci deve essere un prodotto con la P maiuscola, con una propria personalità e/o caratteristiche di qualità riconosciute. Ducati è l’esempio più famoso e riuscito di markeing tribale. Considerate che il sito ufficiale con più di 7 milioni di visitatori unici all’anno e oltre 10 milioni di pagine visualizzate al mese, è uno dei siti motociclistici più frequentati al mondo e molto di più. E’ l’officina dove si costruisce il futuro dell’immagine e della strategia di comunicazione aziendale.
Altri casi esemplari sono Nutella e Harley Davidson.
Ma adesso siamo nel 2008!!!! Come stà cambiando il marketing tribale e quali sono i nuovi trend del marketing di frontiera????
Una risposta sembra arrivare da Patrizia Musso, Direttore Brandforum.it
Lei pensa che il camaleontismo sarà una caratteristica del marketing del futuro.
Mi viene quasi di fare uno strano parallelismo tra il mash-up delle applicazioni software e questo comportamento trasformista dei prodotti e dei marchi.
Tutto questo senza l'aiuto di sostanze psicotrope

March 27, 2008

E-MAIL MARKETING E MAILING LIST IN ITALIA


Da una ricerca effettuata da Human Highway per conto dell'agenzia Contact Lab di Miliano emergono interessanti informazioni sull'atteggiamento degli italiani nei confronti di e-mail marketing e mailing list.
La ricerca ha analizzato un campione statisticamente significativo di 800 internauti, anche se leggermente sbilanciato sul sesso maschile (58,5)% e ha fornito alcuni spunti di riflessione per chi usa Internet per promuovere il proprio business.
A mio parere i dati più interessanti sono i seguenti:

  • 2,6 caselle di posta attivate per ogni utente;
  • 20 messaggi di posta scambiati giornalmente;
  • le donne tra i 35 e i 54 anni sono le utenti più attive dei servizio di posta elettronica;
  • il 17% degli utenti controlla la e-mail da dispositivi mobili;
  • 96% di utenti è iscritto ad una o più newsletter (in media 6 pro-capite);
  • 10% ha un indirizzo dedicato alle newsletters;
  • solo il 44% carica le immagini automaticamente;

Il quadro che esce dalla ricerca sembra corrispondere ad un profilo di utenza mediamente maturo, che ha avuto modo di usare abitualmente i servizi oggetto di studio e ha fatto una selezione in base ai propri interessi.
Emergono anche pratiche abituali di elusione delle campagne promozionali e/o di spamming come quella di creare un indirizzo di posta che funga da "specchietto per le allodole". Su questo indirizzo secondario vengono convogliate anche newletter e mailinglist a basso o medio profilo di interesse.
Il fatto che la maggioranza di utenti non carica le immagini automaticamente, unito al dato sull'accesso da mobile dovrebbe suggerire agli addetti del web marketing una progettazione delle mails ottimizzata in modalità testuale.
Il layout dovrebbe essere progettato in modo che la mancanza delle immagini non scompagini gli allineamenti dei paragrafi e non comprometta l'estetica complessiva del messaggio.
La ricerca fornisce molti altri dati interessanti e merita un'attenta analisi.





March 24, 2008

SVILUPPO DEL MARKETING ESPERIENZIALE

Le nuove teorie del marketing esperienziale o sensoriale partono da un presupposto molto semplice: che ciascuno di noi è spinto all’acquisto da un mix di componenti conscie ed inconscie.Mentre le prime sono più facilmente analizzabilili perché legate alla sfera razionale, le seconde sono più nascoste ma esercitano una forte influenza su molti dei nostri comportamenti abituali. Considerate che la parola “sapere” sinonimo di conoscere, ha le sue radici nell’esperienza fisica dell’assaporare.

Così il nostro sapere, la modalità con cui conosciamo il mondo, deriva sia dalle informazioni grezze che possediamo ma ancor più dalla loro elaborazione in “esperienze” che vengono immagazinate nella nostra memoria e continuamente sottoposte ad un processo di rielaborazione.
In parole povere quando al supermercato prendiamo in mano una bottiglia di latte si attivano un numero imprecisato ed elevatissimo di processi che ci permettono di valutare e interagire con l’oggetto in questione.
Da un punto di vista razionale “pensiamo” alle caratteristiche dell’oggetto, ma nel frattempo la nostra mente elabora le memorie dell’infanzia, i desideri inconsci con quell’area del cervello che domina il ragionamento irrrazionale: l’emisfero destro. Sappiamo infatti che l’emisfero sinistro è quello che gestisce le prevalentemente l’aspetto razionale della nostra esistenza, quello destro invece è la sede da cui originano i comportamenti dettati dall’istinto.


Detto questo, si evince come sia possibile studiare un tipo di comunicazione molto raffinata che, facendo leva su specifiche percezioni sensoriali, sia in grado di attivare nel consumatore riflessi, comportamenti, azioni che lo inducono ad acquistare guidati dal ricordo di una sensazione piacevole che la pubblicità, attraverso le sue immagini e le sue parole, ha indotto nel suo cervello.
Stiamo parlando di qualcosa di estremamente più complesso dei messaggi subliminari degli anni 50. Bernd Schmitt, professore alla Columbia University, è considerato il padre del ‘marketing esperienziale. Secondo la sua definizione esso è così chiamato in quanto si basa più sull’esperienza del consumo che sul prodotto in sé.
Quando compriamo un caffè in realtà stiamo comprando l’esperienza di bere una tazzina di caffè, conprensiva di tutto il vissuto ad essa legato.
Obiettivo primario della strategia di marketing sarà allora quello di individuare che tipo di esperienza valorizzerà al meglio il prodotto: secondo Schmitt esistono cinque diversi tipi di esperienza (da lui detti SEMs, o Strategic Experiential Modules):
SENSE experiences ovvero esperienze che coinvolgono la percezione sensoriale;
FEEL experiences ovvero esperienze che coinvolgono i sentimenti e le emozioni;
THINK experiences ovvero esperienze creative e cognitive;
ACT experiences ovvero esperienze che coinvolgono la fisicità;
RELATE experiences ovvero esperienze risultanti dal porsi in relazione con un gruppo.

A livello verbale il marketing sensoriale si avvale dell’uso di una particolare figura retorica chiamata sinestesia (dal greco syn,”insieme”, e aisthánestai, “percepire”). La pubblicità cerca, in questo contesto, di indurre in maniera artificiale esperienze di tipo sinestetico, associando immagini differenti volte a chiamare in causa sensi diversi ed a regalare al consumatore immagini vivide e molto convincenti.
Il Marketing Manager moderno dovrà essere in grado di creare una piattaforma esperienziale efficace in grado di aumentare la fidelizzazione al brand o all’azienda o di acquisire nuovi clienti.Questa dovrà tenere conto dei seguenti aspetti: Il posizionamento esperienziale, la promessa di valore esperienziale, l’implementazione dell’esperienza.

Il marketing esperienzale è diventato recentemente il pilastro teorico del Visual Merchandising,un insieme di metodi e tecniche per l’ottimizzazione dell’esposizione del prodotto. L’allestimento teatrale dell’esposizione e l’interazione con il cliente vengono combinati per assicurare il massimo impatto del messaggio pubblicitario.
I pubblicitari dovrebbero tenere in conto che quando una campagna pubblicitaria richiama nel consumatore una specifica esperienza si genera in questi un’aspettativa precisa. Se questa aspettativa non trova poi una correlazione con l’esperienza reale fornita dal prodotto si si genererà nel clliente un certo grado di insoddisfazione.

E’ compito del Customer Relation Manager, predisporre le necessarie misure per valutare il grado di soddisfazione dei consumatori e, in maniera indiretta, la qualità della campagna promozionale.

March 23, 2008

ONLINE REPUTATION MANAGEMENT

Molti individui e aziende investono duro lavoro e forti somme di denaro per costruirsi un’immagine pubblica.
Occorrono anni per costruirsi una reputazione e per conquistare la fiducia dei clienti e di chi ci sta intorno.
Tutti questi sforzi possono essere seriamente compromessi da azioni da parte di soggetti o di gruppi che possono per interesse o per sentimento di vendetta intraprendere campagne lesive o denigratorie.
Spesso non si tratta di azioni con dichiarato intento di dolo, tuttavia le conseguenze per l’immagine possono risultare disastrose.
Da queste premesse nasce l’ORM ovvero Online reputation management.
La gestione della reputazione online riguarda sia singoli individui, come professionisti o persone del mondo dello spettacolo, sia gruppi (gruppi musicali o associazioni) e aziende.
Queste ultime, specialmente quando sono quotate in borsa, conoscono bene gli effetti che rumors e passaparola infondati possono avere sull’andamento del titolo.
Ma anche VIP hanno dovuto in alcuni casi ricorrere a misure di emergenza per porre rimedio a problemi di immagine.
Negli Stati Uniti e da poco anche in Italia esistono agenzie specializzate che si occupano principalmente o esclusivamente di ORM.
Inseriamo adesso alcuni consigli forniti da Ken Knorr di
Buildtelligence per iniziare a gestire la nostra reputazione online a bassi costi:
  • Non entrare in polemiche e discussioni accese nei forum, ameno che non ti preoccupi delle conseguenze;
  • Non alimentare i conflitti aggiungendo ulteriori contenuti;
  • Diventa proprietario del tuo nome, acquistando i domini che ti riguardano e gestendo direttamente i tuoi profili, prima che qualcun altro lo faccia al posto tuo (poi è difficile fare qualcosa);
  • Se i contenuti sono realmente diffamanti chiedi il consiglio di un legale. (diffamanti è diverso da offensivi);
  • Scrivi di te sui siti che detieni o su cui puoi esercitare un’influenza (meglio in terza persona); posta brevi biografie nei siti amici, firma sempre i post;

Come potete notare questi consigli valgono per tutti e non solo per i VIPs.

March 20, 2008

INTERNET P.R DI MARCO MASSAROTTO


Dal 3 aprile prossimo sarà disponibile nelle librerie il testo Internet P.R. di Marco Massarotto - casa editrice Apogeo.
L'autore, da bravo professionista PR, ha pensato bene di realizzare un blog dedicato al suo libro e di fornire ai lettori alcuni estratti, consultabili su Google ricerca libri.
Il testo, costituito da 192 pagine, costa 13.00 euro.
L'analisi dei nuovi scenari nella comunicazione d'impresa è svolta in maniera sistematica ed attenta.
Il testo (per quello che possimo apprezzare dall'anteprima di Google) sembra di gradevole lettura e propone numerosi esempi di come le aziende sottovalutino le opportunità di sviluppo del proprio business che il web offre.

March 19, 2008

Big Pharma differenzia i prezzi in base al reddito


In un articolo del 17 marzo, pubblicato sul Financial Times si parla ancora di politiche di pricing da parte delle aziende farmaceutiche.
Fare politiche di pricing differenziato è veramente un una corsa ad ostacoli in un settore altamente regolamentato come quello farmaceutico e con libero mercato (che quindi permette esportazioni da paesi dove un prodotto costa di meno verso quello dove costa di più).
Nell'articolo si analizza la politica di stratificazione operata da GSK la più grande multinazionale farmaceutica europea, con sede in Inghilterra.
Questa politica, descritta anche nella relazione di responsabilità sociale della compagnia, permetterà di differenziare i prezzi in base al reddito dei paesi, estendendo così l'accesso alle cure anche a India, Marocco, paesi tradizionalmente "difficili" per le aziende farmaceutiche.
Il premio ottenuto dal pricing nei paesi ad alto reddito sarà utilizzato per ripagare in minor guadagno nei paesi più poveri.
La cosa veramente interessante è che le aziende farmaceutiche stanno pensando e testando politiche di stratificazione dei prezzi anche all'interno dei singoli stati, per classi di reddito. Cosa che in Italia sarà anche facilitata dalle autonomie regionali in materia sanitaria e dalle politiche di assistenza sanitaria nazionale.
Si sono però verificati sistematiche elusioni alle politiche di differenziazione anche laddove si sono usati packaging e sistemi di consegna differenziati.
Inoltre il fenomeno della contraffazione è in costante aumento. GSK ha denunciato nello scorso anno più di 400 casi di prodotti farmaceutici contraffatti per un valore di 19 milioni di euro.