March 31, 2008

Nord Est Creativo cresce!


Il gruppo Nord est Creativo Cresce!
Dopo avere inaugurato il blog sul dominio dedicato http://www.nordestcreativo.it/ abbiamo spedito la prima newsletter a tutti gli iscritti. (E' possibile abbonarsi semplicemente inserendo la propria email nell'invito). Ricordo che Nord Est creativo è un gruppo che vuole coagulare le forze creative e innovative presenti sul territorio italiano basandosi su tre pilastri:
COMUNICAZIONE - CONDIVISIONE -CREATIVITA'
Sono già un centinaio i professionisti iscritti alla newsletter e speriamo di continuare a crescere coinvolgendo i membri degli altri social network professionali, come Xing, Facebook, Ning.


March 27, 2008

E-MAIL MARKETING E MAILING LIST IN ITALIA


Da una ricerca effettuata da Human Highway per conto dell'agenzia Contact Lab di Miliano emergono interessanti informazioni sull'atteggiamento degli italiani nei confronti di e-mail marketing e mailing list.
La ricerca ha analizzato un campione statisticamente significativo di 800 internauti, anche se leggermente sbilanciato sul sesso maschile (58,5)% e ha fornito alcuni spunti di riflessione per chi usa Internet per promuovere il proprio business.
A mio parere i dati più interessanti sono i seguenti:

  • 2,6 caselle di posta attivate per ogni utente;
  • 20 messaggi di posta scambiati giornalmente;
  • le donne tra i 35 e i 54 anni sono le utenti più attive dei servizio di posta elettronica;
  • il 17% degli utenti controlla la e-mail da dispositivi mobili;
  • 96% di utenti è iscritto ad una o più newsletter (in media 6 pro-capite);
  • 10% ha un indirizzo dedicato alle newsletters;
  • solo il 44% carica le immagini automaticamente;

Il quadro che esce dalla ricerca sembra corrispondere ad un profilo di utenza mediamente maturo, che ha avuto modo di usare abitualmente i servizi oggetto di studio e ha fatto una selezione in base ai propri interessi.
Emergono anche pratiche abituali di elusione delle campagne promozionali e/o di spamming come quella di creare un indirizzo di posta che funga da "specchietto per le allodole". Su questo indirizzo secondario vengono convogliate anche newletter e mailinglist a basso o medio profilo di interesse.
Il fatto che la maggioranza di utenti non carica le immagini automaticamente, unito al dato sull'accesso da mobile dovrebbe suggerire agli addetti del web marketing una progettazione delle mails ottimizzata in modalità testuale.
Il layout dovrebbe essere progettato in modo che la mancanza delle immagini non scompagini gli allineamenti dei paragrafi e non comprometta l'estetica complessiva del messaggio.
La ricerca fornisce molti altri dati interessanti e merita un'attenta analisi.





March 25, 2008

MINORE RISCHIO CARDIACO DOVE SI FA RICERCA CLINICA


Il tasso di mortalità intra ospedaliero per sindrome coronarica acuta è risultato minore nei centri dove si effettuano studi clinici rispetto quelli dove se ne fa meno o affatto.
Questi i risultati di una ricerca pubblicata sugli Archivi di Medicina Interna il 24/03/2008.
La spiegazione di questa differenza potrebbe stare nel fatto che dove si conducono studi clinici c'è una maggiore aderenza alle linee guide dell'American Heart Association, dice il Dott. Sumit Majumdar, dell'Università di Alberta che ha coordinato le ricerche.
I dati che hanno preso in considerazione 494 ospedali americani e 174.000 casi hanno mostrato significatività statistica.
Un altro dato "inquietante" secondo il dott. Majumdar è che il 30% degli ospedali considerati non ha arruolato un paziente in 5 anni in alcuno studio clinico.
La mia personale considerazione è che la ricerca è spesso ostacolata da altre priorità. I primari e i manager delle aziende ospedaliere devono far quadrare obbiettivi di produttività con standard qualitativi, misurati anche attraverso le pubblicazioni e la partecipazione a studi clinici. Resta comunque un punto fermo che l'adesione alle linee guida internazionali e la ricerca clinica permettono di offrire un servizio migliore ai pazienti.

March 24, 2008

SVILUPPO DEL MARKETING ESPERIENZIALE

Le nuove teorie del marketing esperienziale o sensoriale partono da un presupposto molto semplice: che ciascuno di noi è spinto all’acquisto da un mix di componenti conscie ed inconscie.Mentre le prime sono più facilmente analizzabilili perché legate alla sfera razionale, le seconde sono più nascoste ma esercitano una forte influenza su molti dei nostri comportamenti abituali. Considerate che la parola “sapere” sinonimo di conoscere, ha le sue radici nell’esperienza fisica dell’assaporare.

Così il nostro sapere, la modalità con cui conosciamo il mondo, deriva sia dalle informazioni grezze che possediamo ma ancor più dalla loro elaborazione in “esperienze” che vengono immagazinate nella nostra memoria e continuamente sottoposte ad un processo di rielaborazione.
In parole povere quando al supermercato prendiamo in mano una bottiglia di latte si attivano un numero imprecisato ed elevatissimo di processi che ci permettono di valutare e interagire con l’oggetto in questione.
Da un punto di vista razionale “pensiamo” alle caratteristiche dell’oggetto, ma nel frattempo la nostra mente elabora le memorie dell’infanzia, i desideri inconsci con quell’area del cervello che domina il ragionamento irrrazionale: l’emisfero destro. Sappiamo infatti che l’emisfero sinistro è quello che gestisce le prevalentemente l’aspetto razionale della nostra esistenza, quello destro invece è la sede da cui originano i comportamenti dettati dall’istinto.


Detto questo, si evince come sia possibile studiare un tipo di comunicazione molto raffinata che, facendo leva su specifiche percezioni sensoriali, sia in grado di attivare nel consumatore riflessi, comportamenti, azioni che lo inducono ad acquistare guidati dal ricordo di una sensazione piacevole che la pubblicità, attraverso le sue immagini e le sue parole, ha indotto nel suo cervello.
Stiamo parlando di qualcosa di estremamente più complesso dei messaggi subliminari degli anni 50. Bernd Schmitt, professore alla Columbia University, è considerato il padre del ‘marketing esperienziale. Secondo la sua definizione esso è così chiamato in quanto si basa più sull’esperienza del consumo che sul prodotto in sé.
Quando compriamo un caffè in realtà stiamo comprando l’esperienza di bere una tazzina di caffè, conprensiva di tutto il vissuto ad essa legato.
Obiettivo primario della strategia di marketing sarà allora quello di individuare che tipo di esperienza valorizzerà al meglio il prodotto: secondo Schmitt esistono cinque diversi tipi di esperienza (da lui detti SEMs, o Strategic Experiential Modules):
SENSE experiences ovvero esperienze che coinvolgono la percezione sensoriale;
FEEL experiences ovvero esperienze che coinvolgono i sentimenti e le emozioni;
THINK experiences ovvero esperienze creative e cognitive;
ACT experiences ovvero esperienze che coinvolgono la fisicità;
RELATE experiences ovvero esperienze risultanti dal porsi in relazione con un gruppo.

A livello verbale il marketing sensoriale si avvale dell’uso di una particolare figura retorica chiamata sinestesia (dal greco syn,”insieme”, e aisthánestai, “percepire”). La pubblicità cerca, in questo contesto, di indurre in maniera artificiale esperienze di tipo sinestetico, associando immagini differenti volte a chiamare in causa sensi diversi ed a regalare al consumatore immagini vivide e molto convincenti.
Il Marketing Manager moderno dovrà essere in grado di creare una piattaforma esperienziale efficace in grado di aumentare la fidelizzazione al brand o all’azienda o di acquisire nuovi clienti.Questa dovrà tenere conto dei seguenti aspetti: Il posizionamento esperienziale, la promessa di valore esperienziale, l’implementazione dell’esperienza.

Il marketing esperienzale è diventato recentemente il pilastro teorico del Visual Merchandising,un insieme di metodi e tecniche per l’ottimizzazione dell’esposizione del prodotto. L’allestimento teatrale dell’esposizione e l’interazione con il cliente vengono combinati per assicurare il massimo impatto del messaggio pubblicitario.
I pubblicitari dovrebbero tenere in conto che quando una campagna pubblicitaria richiama nel consumatore una specifica esperienza si genera in questi un’aspettativa precisa. Se questa aspettativa non trova poi una correlazione con l’esperienza reale fornita dal prodotto si si genererà nel clliente un certo grado di insoddisfazione.

E’ compito del Customer Relation Manager, predisporre le necessarie misure per valutare il grado di soddisfazione dei consumatori e, in maniera indiretta, la qualità della campagna promozionale.

March 23, 2008

ONLINE REPUTATION MANAGEMENT

Molti individui e aziende investono duro lavoro e forti somme di denaro per costruirsi un’immagine pubblica.
Occorrono anni per costruirsi una reputazione e per conquistare la fiducia dei clienti e di chi ci sta intorno.
Tutti questi sforzi possono essere seriamente compromessi da azioni da parte di soggetti o di gruppi che possono per interesse o per sentimento di vendetta intraprendere campagne lesive o denigratorie.
Spesso non si tratta di azioni con dichiarato intento di dolo, tuttavia le conseguenze per l’immagine possono risultare disastrose.
Da queste premesse nasce l’ORM ovvero Online reputation management.
La gestione della reputazione online riguarda sia singoli individui, come professionisti o persone del mondo dello spettacolo, sia gruppi (gruppi musicali o associazioni) e aziende.
Queste ultime, specialmente quando sono quotate in borsa, conoscono bene gli effetti che rumors e passaparola infondati possono avere sull’andamento del titolo.
Ma anche VIP hanno dovuto in alcuni casi ricorrere a misure di emergenza per porre rimedio a problemi di immagine.
Negli Stati Uniti e da poco anche in Italia esistono agenzie specializzate che si occupano principalmente o esclusivamente di ORM.
Inseriamo adesso alcuni consigli forniti da Ken Knorr di
Buildtelligence per iniziare a gestire la nostra reputazione online a bassi costi:
  • Non entrare in polemiche e discussioni accese nei forum, ameno che non ti preoccupi delle conseguenze;
  • Non alimentare i conflitti aggiungendo ulteriori contenuti;
  • Diventa proprietario del tuo nome, acquistando i domini che ti riguardano e gestendo direttamente i tuoi profili, prima che qualcun altro lo faccia al posto tuo (poi è difficile fare qualcosa);
  • Se i contenuti sono realmente diffamanti chiedi il consiglio di un legale. (diffamanti è diverso da offensivi);
  • Scrivi di te sui siti che detieni o su cui puoi esercitare un’influenza (meglio in terza persona); posta brevi biografie nei siti amici, firma sempre i post;

Come potete notare questi consigli valgono per tutti e non solo per i VIPs.

J&J LANCIA UN NUOVO CORPORATE BLOG, CNTO411


CNTO411 Non è sicuramente il primo blog aziendale nel settore dell'Industria farmaceutica, ma finalmente una azienda scende in campo direttamente a confrontarsi con i navigatori del web.
Considerando che negli USA il 49% degli abitanti frequenta almeno settimanalmente la Blogosfera ci sembrava una cosa ovvia e dovuta ma evidentemente Big Pharma non la pensa così visto che CNTO411 non ha molte imitazioni.
Il progetto CNTO411 nasce da una iniziativa di Centocor, un'azienda del gruppo J&J, ed è guidata da Greeg Kenam M.D. Direttore Mondiale della ricerca medica nel settore immunologico. Come dice nel suo post augurale del 1 marzo 2008 " Abbiamo inaugurato questo blog perchè pensiamo che nel settore ci siano tante cose da dire, non discuteremo di farmaci ma dell''azienda, dell'immunologia e delle biotecnologie".
E' la prima volta che il dirigente di una grande compagnia farmaceutica mette il suo prfilo in rete!
Poco tempo prima Marc Monseau autore di JNJBTW , il Corporate blog di Johnson & Johnson aveva detto sullo stesso argomento "tutti parlano di noi, lasciate che possiamo dire la nostra".
Questo potrebbe significare che siamo ad una svolta nel rapporto tra aziende farmaceutiche e blogosfera.
Le aziende farmaceutiche tardano ad adottare le piattaforme del web 2.0 come blogs, podcast, etc., perchè sono preoccupate delle implicazioni legali che un confronto aperto e fuori del loro controllo potrebbe avere. Ma le cose cambiano in fretta e come spesso accade, quando qualcuno affronta e vince una sfifa gli altri lo seuono a ruota.
Centocor è un'azienda operante nel settore delle biotecnologie, fondata a Philadelphia nel 1979

March 22, 2008

IL MONDO DI GIANNI


Ho ripreso una fiaba che avevo scritto qualche mese fa per mio figlio Elia e per i suoi compagni della scuola materna.
Si era stabilito che ogni papà o mamma avrebbe letto a turno una fiaba "animata" ai piccoli riuniti, prima della merenda. Ma nessuno aveva capito cosa si intendeva per "animata". Io ho interpretato il termine come una delega ad agire in maniera creativa, cercando di coinvolgere tutti i bambini nella lettura del racconto.
Ho ottenuto anche più di quanto sperato, perchè mio figlio ha partecipato attivamente alla realizzazione delle illustrazioni e poi ha fatto da piccolo regista dell'incontro ad alta interattività!
Ricordo ancora i loro volti assorti e sognanti e la curiosità irrefrenabile che sfociava in una mitragliata di domande.
Devo dire che per me è stato molto bello sia la fase di scrittura del racconto, sia il momento d'incontro con i piccoli, sia la fase di editing con il tools ISSUU.